L’acqua è una delle risorse più complesse da governare. Scorre attraverso confini amministrativi, collega territori diversi e coinvolge settori economici, ambientali e sociali che spesso operano su scale differenti. Per questo la gestione delle risorse idriche richiede approcci sempre più integrati, capaci di coordinare istituzioni, dati scientifici e pianificazione territoriale alla scala dei bacini fluviali.
La cooperazione internazionale rappresenta quindi uno strumento fondamentale per condividere esperienze, modelli di governance e strumenti tecnici utili ad affrontare sfide comuni quali la sicurezza idrica, la gestione delle siccità e la riduzione del rischio idrogeologico.
È in questo quadro che si inserisce la collaborazione tra Italia e Vietnam, che ha portato alla firma di un Memorandum of Understanding (MoU) tra Fondazione CIMA e la Vietnam Academy of Water Resources, con l’obiettivo di rafforzare le attività di ricerca, formazione e supporto tecnico nel campo della governance dell’acqua.
Un progetto di cooperazione tra Italia e Vietnam
Il Memorandum rappresenta uno dei risultati più rilevanti del progetto Technical Assistance on Strengthening the Regulatory Framework of the Water Sector: Real-Time Multi-Basin Operations in Viet Nam, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e implementato da Fondazione CIMA in collaborazione con il Department of Water Resources Management (DWRM) del Ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente del Vietnam.
«La firma del Memorandum testimonia una cooperazione che semina e raccoglie buone pratiche e che, grazie all’impegno di professionalità diverse, genera opportunità di crescita sostenibile: l’obiettivo che guida il nostro lavoro», ha dichiarato la dott.ssa Margherita Lulli, Titolare della Sede AICS di Hanoi.
L’iniziativa, realizzata nell’arco di due anni in sinergia con la sede AICS di Hanoi, ha avuto l’obiettivo di rafforzare il quadro regolatorio e operativo per la gestione delle risorse idriche nel Paese, nell’ambito della Law on Water Resources del 2023 e favorendo lo scambio di competenze tra istituzioni e comunità scientifiche dei due Paesi.
Tra le attività realizzate rientrano il supporto all’analisi del sistema di governance delle risorse idriche vietnamite, lo sviluppo di previsioni stagionali per il bacino del Dong Nai e l’introduzione della piattaforma myDewetra, un sistema di supporto alle decisioni che consente l’integrazione e la visualizzazione in tempo reale di dati ambientali utili alla gestione delle risorse idriche e alla riduzione dei rischi.
Il report sulla governance dei bacini fluviali
Uno dei principali risultati scientifici del progetto è la pubblicazione del report Recommendations for Advancing River Basin Governance in Viet Nam – An overview of the Italian River Basin Authority System: AUBAC’s case study, sviluppato da Fondazione CIMA in collaborazione con il DWRM e con la revisione scientifica del Professor Marco Casini, Segretario Generaledell’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale (AUBAC).
Il documento analizza il modello italiano di governance delle risorse idriche, organizzato a scala di distretto idrografico e basato su strumenti di pianificazione integrata come i Piani di Bacino e i Piani di Gestione del Rischio Alluvioni, che consentono di coordinare politiche ambientali, pianificazione territoriale e gestione del rischio idrogeologico.
Attraverso il caso studio di AUBAC, il report evidenzia il ruolo delle autorità di bacino come piattaforme istituzionali di coordinamento tra diversi livelli amministrativi, favorendo una gestione integrata delle risorse idriche e una maggiore coerenza tra politiche ambientali e sviluppo territoriale.
«La governance dell’acqua richiede oggi un cambio di scala e di prospettiva: non può più essere affrontata per compartimenti, ma deve integrare dati, modelli e capacità decisionali lungo l’intero bacino. Esperienze come quella italiana, sviluppata nel tempo attraverso le autorità di distretto, possono offrire elementi utili per un dialogo scientifico che è prima di tutto scambio di conoscenza. Le esperienze prodotte in contesti diversi, come quello italiano e vietnamita, possono arricchirsi reciprocamente, rafforzando sistemi di gestione sempre più integrati e basati sulla conoscenza», racconta Luca Ferraris, Presidente di Fondazione CIMA.