Cosa facciamo

Cosa facciamo

La Sede AICS di Hanoi è competente per le attività di cooperazione anche in Cambogia e in Laos, sebbene gli interventi siano attualmente concentrati soprattutto in Vietnam.

La Repubblica Socialista del Vietnam, con una popolazione di circa 93 milioni di abitanti, un terzo dei quali sono giovani, è ancora tra i paesi del Sud-Est Asiatico con la migliore performance in termini di indicatori economici e sociali. Dal 1986, quando il processo di riforme conosciuto come “Doi Moi” fu lanciato, il Vietnam ha fatto passi avanti nel suo percorso di sviluppo, portando 40 milioni di persone sopra la soglia di povertà in 20 anni, raggiungendo il grado di Paese a Reddito Medio-Basso nel 2010, e realizzando la maggior parte degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals - MDG) entro il 2015. Nel corso degli ultimi anni la crescita economica è stata impressionante, nonostante la crisi economica globale.

Il Paese affronta tuttavia delle importanti sfide per rendere la sua crescita stabile, equa e sostenibile, evitando così la cosiddetta “trappola del reddito medio”. Ci sono ancora disparità significative, in particolare tra le aree urbane e quelle rurali, tra diverse province, gruppi etnici e vari gruppi di popolazione, con una significativa quota della popolazione a rischio di ricadere sotto la soglia di povertà. Gli investimenti sono progressivamente aumentati negli ultimi decenni, ma sono necessarie infrastrutture più produttive, in particolare per quanto riguarda l’energia, i trasporti, l’acqua, la sanità e le telecomunicazioni. Allo stesso modo per una crescita sostenibile sono fondamentali la creazione di posti di lavoro e la formazione, con particolare attenzione per le nuove tecnologie, in modo da ottenere risorse umane specializzate e qualificate. Inoltre, l’impatto di tale crescita sull’ambiente non può essere sottovalutato, con emergenze ambientali connesse all’uso non sostenibile delle risorse e dei cambiamenti climatici che richiedono un’urgente attenzione.

Tenendo conto che il Vietnam, in qualità di Paese a Reddito Medio-Basso, ha iniziato ad attrarre più investimenti provenienti dal settore privato (Investimenti Diretti Esteri – IDE) piuttosto che fondi di Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS), vari attori dello sviluppo internazionale hanno via via cambiato la loro strategia nel Paese. Anche l’Italia riconosce che l’evoluzione dei bisogni in questa fase dello sviluppo richiede una presenza maggiore in specifici settori chiave che favoriscano uno sviluppo sostenibile ed equo del Paese. In oltre 25 anni di cooperazione, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo assieme ai suoi partner vietnamiti ha approfondito la sua conoscenza riguardo le varie e mutevoli esigenze e sfide locali; inoltre, essa ha accumulato notevole esperienza su come rispondere nel modo migliore a tali bisogni.

La Sede AICS di Hanoi sostiene le esigenze fondamentali del Paese in diversi ambiti: per la ristrutturazione economia e il potenziamento del ruolo del settore privato, in particolare attraverso il supporto alle Piccole e Medie Imprese (PMI) e il rafforzamento delle Risorse Umane, promuovendo corsi di Formazione Professionale che siano in grado di fornire una forza lavoro capace; per migliorare la difesa dalle minacce Sanitarie; per un uso migliore delle risorse, come ad esempio le Risorse Idriche e Naturali, allo scopo di contribuire alla mitigazione degli effetti del Cambiamento Climatico e dei Disastri Naturali. Sulla base dei successi e delle lezioni apprese durante le attività passate e presenti nei settori delle Risorse Idriche e Servizi Igienici, Ambiente e Salute, la Sede AICS di Hanoi sta preparando nuovi interventi nei settori della Sostenibilità Energica e della Gestione delle Risorse Idriche con un approccio più olistico e multisettoriale che consenta di affrontare in modo efficace le complesse problematiche che il Paese è chiamato a risolvere, sfruttando la notevole esperienza dell’Italia.

Protezione dell’ambiente, delle risorse idriche e dei livelli sanitari

Il Vietnam è tra i dieci Paesi più colpiti al mondo dagli effetti negativi dell’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali e del cambiamento climatico. Per questa ragione sia il Governo vietnamita che la comunità internazionale dei donatori hanno definito la protezione dell’ambiente come una delle principali priorità su cui intervenire. L’Italia ha quindi deciso di concentrare il Programma di Conversione del Debito (circa 7,7 milioni di Euro) su un ampio spettro di attività a protezione dell’ambiente. Insieme al Programma di Conversione del Debito, l’Italia ha finanziato una serie di altre iniziative legate all’ambiente. Per ridurre gli impatti negativi delle ricorrenti inondazioni lungo le zone costiere del Vietnam Centrale e Sud-Centrale, due progetti, uno conclusosi nel 2011 (2.5 milioni di Euro), e l’altro in corso (4 milioni di Euro), sono volti a migliorare i sistemi di previsione e di allarme degli allagamenti. L’Italia ha finanziato anche un progetto da 1 milione di Euro, con capofila il Politecnico di Milano, per migliorare l’efficienza della gestione integrata del sistema di bacini del Fiume Rosso-Thai Binh. Sulla base del successo dei progetti per la prevenzione degli allagamenti e per la gestione sostenibile del bacino idrografico, attualmente è in fase di elaborazione un nuovo progetto che combinerà le metodologie e i contributi tecnologici dei due approcci.

La protezione dell’ambiente è strettamente legata alla questione delle Risorse Idriche e dei Servizi Igienici. Per questo motivo il Programma di Sostegno alla Bilancia del Pagamenti, pari a 2.4 milioni di Euro, mira a fornire al Paese le attrezzature necessarie per rendere più efficace e efficiente l’utilizzo delle risorse idriche. Varie altreiniziative, di importo complessivo pari a 50 milioni di Euro – sono state implementate nel Centro e Sud del Vietnam per contrastare il deterioramento ambientale generato da una rapida urbanizzazione, e per fornire un adeguato accesso all’acqua potabile e per l’irrigazione.

Un’area di crescente interesse è la Sostenibilità Energetica. In linea con i recenti accordi multilaterali, come ad esempio la COP 21 di Parigi, la 21ª sessione annuale della conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), la Cooperazione Italiana allo Sviluppo valorizza l’importanza dell’approccio integrato, che prevedere il coinvolgimento dei vari soggetti interessati e riconosce il ruolo dell’energia nello sviluppo sostenibile e nella tutela dell’ambiente. L’Italia può contare su una notevole esperienza e competenze di numerosi attori istituzionali, del settore privato, della società civile, della ricerca e del mondo accademico per sostenere questo settore in Vietnam, dove una popolazione in crescita, un aumento della domanda di beni e servizi, la rapida urbanizzazione e la crescita repentina del settore dei servizi e di quello industriale, stanno esercitando una maggiore pressione sulle forniture di energia, generando una previsione dell’aumento dei consumi del 10.5% all’anno tra il 2016-2020. Inoltre, l’ambizioso piano nazionale e gli impegni internazionali per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili confermano la rilevanza strategica del settore, nel quale la Sede AICS di Hanoi sta attualmente identificando nuove iniziative. In particolare, l’AICS di Hanoi sta sviluppando una proposta progettuale sull’integrazione delle Fonti di Energia Rinnovabili nella rete elettrica nazionale, sostenendo lo sviluppo del quadro normativo e l’introduzione di reti dotate di tecnologia smart. Altro settore di intervento è quello della promozione dell’efficienza energetica delle piccole e medie imprese (PMI).

Sviluppo delle Piccole e Medie Imprese

Le Piccole e Medie Imprese (PMI) sono la spina dorsale del settore privato del Vietnam e possono fungere da volano per sostenere la crescita. Per questo motivo la Cooperazione Italiana allo Sviluppo ha scelto di concentrarsi sul miglioramento della loro competitività e della produttività, in modo da facilitare il transito verso un’economia di mercato più aperta. Questo è stato realizzato soprattutto attraverso un nuovo programma finalizzato alla creazione di una linea di credito per facilitare l’accesso delle PMI ai finanziamenti, in modo da migliorare le tecnologie e il livello delle conoscenze sia a livello aziendale che settoriale. In uno scenario in cui l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) sta diminuendo, concentrarsi sulle PMI rappresenta anche una strategia per garantire il successo di un programma generale di sviluppo, grazie anche alla partecipazione del settore privato.

Scegliendo settori specifici, quali quello della lavorazione della pelle e delle calzature, del tessile e della lavorazione del legno, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo si avvale anche dell’esperienza degli attori del settore privato italiano che contribuiranno allo sviluppo dei medesimi settori in Vietnam.

L’obiettivo finale è quello di promuovere una crescita più sostenibile e inclusiva che possa permettere alle PMI del Vietnam di competere in maniera stabile nel mercato internazionale. A tal fine, lo standard qualitativo delle merci prodotte deve essere positivamente correlato agli standard proposti dai Paesi importatori, e i costi di produzione devono essere ridotti.

Formazione professionale

Migliorare il settore della formazione professionale è una parte molto importante del lavoro della Cooperazione Italiana allo Sviluppo in Vietnam. Il nuovo programma “Supporto all’occupazione e all’Inclusione Sociale nelle Scuole di Formazione Professionale del Vietnam” è incentrato nella fornitura di macchinari all'avanguardia, la formazione del personale delle scuole, il relativo aggiornamento dei curricula offerti, e l’istituzione di servizi di orientamento professionale in tre scuole. Il progetto intende migliorare la qualità della forza lavoro al fine di aumentare la competitività e la qualità dei lavoratori che sono stati formati.

Nello sforzo di diversificare l’offerta formativa professionale, è previsto un altro programma, a proseguimento di una precedente iniziativa di restauro archeologico attuata in collaborazione con l’UNESCO nel sito archeologico di My Son. Nell’ambito del programma “Centro di Formazione Professionale per il Restauro e la Conservazione dei Beni Culturali”, i beneficiari verranno formati su una serie di tecniche di restauro, da quelle più tradizionali a quelle più moderne, incluso un programma dedicato alle conoscenze informatiche.

Varie attività formative sono previste anche in altre iniziative. Anche il programma di assistenza alle persone vittime di tratta tra Vietnam, Cambogia e Laos, condotto in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), mira a mitigare la vulnerabilità economica dei migranti e delle loro famiglie nelle comunità di origine attraverso corsi di formazione professionale e l’inserimento lavorativo.

Sanità

Il rapido sviluppo economico del Paese si riflette in una serie di problemi sociali, incluso il livello di assistenza sanitaria offerta. Nonostante ci siano stati dei miglioramenti nel sistema sanitario nazionale, numerose aspetti, come le infrastrutture, le risorse umane, le apparecchiature mediche e la gestione generale delle risorse, possono essere migliorati.

Lontana dei due principali agglomerati metropolitani, Hanoi e Ho Chi Minh City, la regione centrale del Vietnam è quella che soffre di più la mancanza di innovazione nel sistema sanitario. Dal 2007, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo ha lavorato con l'Università di Medicina e Farmacia di Hue, per la realizzazione di un programma, diviso in tre fasi, sull’epidemiologia e sulla risposta al rischio pandemico che prende il nome dal medico italiano che per primo individuò la SARS in Vietnam nel 2003, il dott. Carlo Urbani. La scomparsa del dott. Urbani, dovuta alla malattia che aveva isolato e che stava cercando di sconfiggere, è stato il motivo determinante l'avvio del progetto, che ha portato alla creazione di un centro di epidemiologia all’avanguardia presso l'Università di Hue. Nel corso degli anni, numerosi medici e biologi sono stati e continuano ad essere formati grazie all’intervento italiano; inoltre, un corso di laurea è stato istituito in collaborazione con l’Università di Sassari, per aggiornare le conoscenze del personale sulle più avanzate tecniche di prevenzione del rischio e di risposta sia a livello locale che internazionale. Tuttavia, poiché il settore sanitario ha bisogno di standard qualitativi elevati, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo ha lanciato un nuovo programma sanitario (13 milioni di Euro a credito d’aiuto) in modo da poter coprire ambiti di intervento più ampi nella stessa area geografica.

Migrazione e Diritti Umani

Dagli anni '90, una priorità fondamentale per i Paesi che formano la Subregione del Grande Mekong (GMS), come pure il Vietnam, è stata quella di migliorare la connettività e ridurre i costi degli scambi commerciali, in modo da favorire la crescita economica e la competitività della stessa subregione. Varie Zone Economiche Speciali (SEZ), sono state create lungo i corridoi economici e tra le aree strategiche di confine, in particolar modo tra Vietnam, Cambogia e Laos, con l’obiettivo di attirare investimenti provenienti dall’estero. Il proliferare delle Zone Economiche Speciali ha generato un aumento della tratta di esseri umani, specialmente di bambini vulnerabili che vivono in zone di confine, a causa di vari fattori. In primo luogo, l’aumento dei flussi migratori interni e transfrontalieri della forza lavoro comprende un ampio numero di migranti vulnerabili. In secondo luogo, l’industria dell’intrattenimento è uno dei più redditizi nelle Zone Economiche Speciali, e c’è stata una crescente domanda di lavoratrici del sesso. In terzo luogo, la privatizzazione dei terreni nelle Zone Economiche Speciali ha fatto aumentare la pressione sulle famiglie agricole più povere, spingendole così a spostarsi dal settore dell’agricoltura a cercare un altro tipo di impiego altrove.

Nel 2014, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo ha lanciato un programma regionale, attuato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), per prevenire la tratta di migranti vulnerabili, in particolare dei minori, all’interno dei corridoi e delle Zone Economiche Speciali tra Vietnam, Cambogia e Laos, oltre che ad aumentare la protezione dei migranti vulnerabili, specialmente delle vittime di tratta.